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Guarda la photogallery della Country House visita le stanze dagli antichi soffitti in legno, scopri gli scorci più romantici, i paesaggi più suggestivi le bellezze naturali dell’intero scenario su cui questa antica dimora si affaccia.


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Dopo anni di lotta per contendersi il principato di Benevento, nell’848, il re Ludovico, figlio dell’imperatore di Germania Lotario, impose un accordo che prevedeva la divisione dell’originario principato in due: quello di Benevento e quello di Salerno.
 
I confini dei due principati, in questo luogo, furono segnati dal fiume Fredane. Per controllare quel tratto di confine il principe di Salerno fece costruire le fortezze di Monticchio dei L. e di Guardia dei L., mentre quello di Benevento fece costruire le fortezze di S. Angelo a Pesco (oggi “Pescone”) e di Rocca S. Felice.
In quest'ultima inizialmente abitarono i soldati e il torrione fu la dimora del capitano.
 
Ben presto trovarono rifugio e protezione sotto la roccaforte i contadini che vivevano a Santa Felicita e alla Mefite Le capanne di questi contadini, unitamente alla fortezza, costituirono il primo nucleo abitato di Rocca S. Felice.


Il Castello

Il castello è l’area fortificata che comprende tutto il pianoro che si trova sulla sommità della rocca. Sono ben visibili le mura di cinta del castello ed è ben riconoscibile l’ingresso all’area munita il cui portale si trova, oggi, all’ingresso del palazzo De Antonellis-Villani in p.za S. Felice.
Lo spiazzo che si apre subito dopo l’ingresso, ospitava le abitazioni degli artigiani e dei soldati.
Oltrepassato un altro ingresso, pure esso fortificato, si entra nel cortile dal quale si accede al Donjon.

 

La Chiesa Madre: Santa Maria Maggiore
Non si sa con precisione quando la chiesa fu costruita per la prima volta, ma quasi certamente nacque assieme all'abitato intorno all'XI secolo.
Nel 1951, grazie alle offerte pubbliche, furono realizzati lavori per disciplinare le acque a monte e furono rifatti gli stucchi e gli altari deteriorati dall'umidità e dal tempo.
L'evento sismico del 1980 rase al suolo l'antica chiesa Madre e l'annesso campanile. Furono interamente ricostruiti conservando, all'esterno, l'originario aspetto caratterizzato dalla muratura in pietre locali e furono restituiti al culto cristiano il 4 agosto del 1991.
Arricchiscono l'intera struttura i cornicioni, gli angoli e gli archi fatti di grandi blocchi di pietra. Al suo interno si conservavano pregevoli opere d'arte: sull'altare maggiore si poteva ammirare un artistico Crocefisso in legno del XVIII secolo, sono state recuperate, anche se qualcuna ha avuto bisogno di interventi di restauro, le statue lignee di S. Felice, di Maria Santissima di Costantinopoli, di S. Giuseppe, di S. Antonio da Padova, di San Vito, di San Vincenzo e di S. Francesco di Paola.

Il Santuario di Santa Felicita
La chiesa fu costruita per sostituire il culto pagano della dea Mefite con le celebrazioni cristiane.
Della primitiva e piccola chiesa risalente al IV secolo d.C. non resta traccia perché fu distrutta completamente dai terremoti del 1688 e del 1694. Il sacerdote Giovanbattista Santoli la fece ricostruire alla fine del 1600.
Più di un secolo dopo fu inserito un magnifico portale per merito dell'arciprete di Rocca San Felice Vincenzo Maria Santoli.
Il Santuario fu completamente ricostruito dopo la prima guerra mondiale.
Quella ricostruzione ebbe vicende molto sfortunate e andarono anche distrutti molti pregevoli materiali archeologici.
Nel 1928 il Santuario fu innalzato nelle forme che si notano oggi.


Rocca San Felice